Pollice: Da 50 anni protagonisti per il talento musicale italiano nel Mondo

Sostenere la promozione della musica e dei migliori talenti italiani nel nostro paese e all’estero, dando spazio in particolare ai giovani interpreti di musica classica e al jazz è il principale obiettivo che il CIDIM Comitato Nazionale Italiano Musica ETS persegue da circa 50 anni. 
Ne abbiamo discusso con Francescantonio Pollice, presidente di AIAM Associazione Italiana Attività Musicali (che raccoglie circa 250 fra le principali istituzioni musicali in Italia) e da marzo alla guida anche del CIDIM di cui è stato per oltre dieci anni Vicepresidente.

“Benché se ne parli sicuramente di meno, la musica classica e anche quella jazz di cui ci occupiamo sono attività prospere ed estremamente seguite in Italia e all’estero. La nostra azione tende a garantire spazi e sostegni economici adeguati a chi fa musica e dare ai più giovani la possibilità di formarsi, di trasformare quelle che all’inizio sono una propensione e una passione in un vero e proprio lavoro. Perché chi fa musica deve poter avere soddisfazioni dal punto di vista professionale ed economico”.

Ma cosa fa il CIDIM, ce lo riassuma in poche parole?

“Promuovere in maniera capillare la musica e i musicisti italiani in patria e all’estero attraverso il proprio network nazionale e internazionale. Alla selezione dei talenti operata dal Comitato Artistico si è aggiunto negli ultimi anni l’importante apporto dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena e della Fondazione internazionale ‘Incontri col Maestro’ di Imola, due fra le massime istituzioni italiane dell’alta formazione, che ci propongono i loro talenti che facciamo esibire in contesti assai prestigiosi. Il CIDIM è l’unica associazione italiana capace di promuovere oltre 200 concerti in trenta paesi di cinque continenti e quasi tutti con i giovani quali assoluti protagonisti. Si starà chiedendo come ci siamo riusciti. Siamo riusciti, nel corso della nostra storia, a costruire una solida interlocuzione con il MAECI e con la rete delle Ambasciate, dei Consolati e degli Istituti Italiani di Cultura che scelgono la nostra istituzione perché garantisce loro un’alta qualità e originalità delle proposte musicali. Per limitarci allo scorso mese di luglio il CIDIM ha realizzato concerti in Perù, Etiopia, Polonia, Croazia e Brasile. Da qualche anno, grazie a una mia felice personale intuizione, abbiamo puntato molto anche su Africa e Medio Oriente. Siamo stati in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Tunisia, Algeria e in Egitto dove, per esempio, abbiamo organizzato, per conto del governo italiani, il concerto per la tappa del veliero Amerigo Vespucci approdato ad Alessandria D’Egitto”.

Addirittura! E chi avrebbe immaginato che in Africa o in Medio Oriente la musica classica e il jazz fossero così seguite?

“Noi appunto. Per farle capire meglio Le racconto che nell’estate del 2024 siamo stati a Fés in Marocco dove per ilc celebre festival musiche Sacré, all’interno dello splendido complesso monumentale Bab Al Makina ,4.000 spettatori paganti hanno applaudito lo Stabat Mater di Pergolesi e nell’Anfiteatro romano di El Jem in Tunisia, noto al grande pubblico per essere stata la venue dove è stato girato lì film Il Gladiatore, ci fu una lunghissima Standing ovation per l’Accademia di Santa Sofia ospite del locale Festival Internazionale di Musica”.

Quali artisti le piacerebbe segnalare all’attenzione del pubblico?

“Non posso fare torto a nessuno. Dunque, mi limito a metterne in evidenza qualcuno. Per il Jazz ho in mente Accordi Disaccordi ensemble che da anni il CIDIM sostiene. Dove vanno riescono sempre ad avere successo e suscitare grande interesse. E poi i giovani violoncellisti Ettore Pagano e Michele Marco Rossi, i violinisti Gennaro Cardaropoli, Julian Kainrath e Giulia Rimonda, i pianisti Alberto Ferro, Gabriele Strada e Nicolò Cafaro, il liutista Simone Vallerotonda e il suo ensemble i Bassifondi e tantissimi altri ancora che meritano tutti di affermarsi sempre di più a livello internazionale”.

Operate molto anche nella Capitale?

“Da anni insieme promuoviamo insieme al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, direzione dei Musei e dei Beni culturali, il progetto “Musica ai Musei”, la rassegna che si svolge nel cuore dei Musei Vaticani con una formula consolidata che permette agli spettatori di visitare prima i Musei Vaticani e poi di assistere al concerto in calendario. Realizziamo, inoltre, una serie d’importanti appuntamenti nell’ambito del il Festival di Musica Sacra promosso dalla Regione Lazio e, ultima ma non ultima la rassegna di concerti “Sacrae Militiae Sonus” che vede esibirsi le più prestigiose bande musicali militari e ministeriali all’interno della Basilica di San Vitale al Quirinale a Roma. Sono concerti che fanno parte delle celebrazioni giubilari e sono realizzati in collaborazione con diverse istituzioni e con il patrocinio del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano”.

Vuole fare un appello finale?

“Ringraziamo le istituzioni che continuano a sostenerci, a credere nella vivacità della cultura musicale italiana colta perché le associazioni che operano nel nostro paese rappresentano un motore importante per l’Italia e fare cultura ci permette di generarne ulteriore. Gli ultimi dati che ho a disposizione ci dicono che le associazioni aderenti all’AIAM (Associazione Italiana Attività Musicali) hanno accolto più di 2 milioni di spettatori negli oltre 12.000 concerti realizzati. Per ogni euro che lo Stato eroga alle nostre istituzioni aderenti, restituiamo 76,23 centesimi. A questo si aggiungono tutti gli oneri fiscali, contributivi e previdenziali conseguenti al reddito derivante dal lavoro indiretto e l’indotto generato dallo svolgimento delle nostre attività. Questi numeri portano a concludere che il ritorno allo Stato è senz’altro superiore all’ammontare di quanto ci viene assegnato mediante il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo. Credere in noi non è una scommessa, ma un investimento certo”.

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