
Anni ’80, ero tra i banchi alle elementari. Oggi gli anni’ 80 ho scoperto che sono richiamati dalla moda delle teenager. Ho tantissimi ricordi registrati nella mia memoria di quel periodo: sicuramente la spiaggia delle vacanze, ma anche gli odiosi e inutili grembiuli, Michael Platini’ e il Napoli di Maradona, i manifesti dei concerti di Michael Jackson, Giulio Andreotti, il Muro di Berlino oppure la Fiat Tipo. Ricordo molto, tanto di più. Comunque oggi mi è balenato in mente quel giorno in cui la maestra ci raccontò la storia di Papa Leone Magno. Da allora ricordo quel racconto affascinato dalla eroicita’, ma soprattutto dalla personalità di quel Pontefice straordinario. Il 10 novembre è San Leone Magno. Non capisco perché non lo celebriamo come eroe nazionale, forse proprio perché facciamo di più, lo onoriamo come Santo. Dopo di lui solo un altro Papa ha avuto l’appellativo di Magno, cioè Gregorio. Altri due laici ne ebbero l’onore: il macedone Alessandro e il Carlo d’oltralpe. Perché Leone Magno meriterebbe più attenzione nelle nostre scuole e nella nostra cultura? Provo a ricordarlo nella semplicità del mio racconto. Attila, Re degli Unni, il flagello di Dio, dove passava lui non cresceva più l’erba, decise di
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