Dalle Alpi alla Campania, ecco i simboli del Natale 2025 in Vaticano

Il Natale 2025 in Piazza San Pietro parla i linguaggi della natura alpina, della secolare tradizione campana e della spiritualità centroamericana. Sono stati ufficializzati i luoghi di provenienza dei protagonisti che stanno ornando il cuore della cristianità per le prossime festività: un maestoso abete rosso dall’Alto Adige e due Natività d’eccezione, una proveniente dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno e l’altra dal Costa Rica.

L’Abete di Lagundo: un gigante verde di 27 metri

Svettante e imponente, l’albero di Natale di Piazza San Pietro giunge quest’anno dalla Val d’Ultimo, nella Provincia Autonoma di Bolzano. Si tratta di un abete rosso di circa 27 metri, donato grazie alla collaborazione tra i comuni di Lagundo e Ultimo.

L’albero, simbolo di vita che rinasce, non è solo: insieme al gigante destinato alla piazza, le comunità altoatesine hanno portato in Vaticano numerosi abeti di dimensioni minori, destinati ad addobbare gli uffici e i palazzi della Santa Sede, portando il profumo dei boschi alpini fin dentro le mura leonine.

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Il Presepe campano: tra storia paleocristiana e sapori dell’Agro

Il Presepe che trova posto sotto l’obelisco vaticano è un omaggio alla terra campana, curato dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. L’opera è un sofisticato incastro tra architettura sacra e vita quotidiana. La struttura richiama infatti il Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, la fontana Helvius di Sant’Egidio del Monte Albino e i tipici cortili dell’Agro nocerino.

I personaggi, realizzati nello stile della prestigiosa scuola napoletana del Settecento, raccontano una spiritualità radicata nel territorio:

  • Sant’Alfonso Maria de’ Liguori: raffigurato al clavicembalo mentre intona la celebre “Tu scendi dalle stelle”.

  • Figure carismatiche: compaiono i volti di Don Enrico Smaldone (fondatore della Città dei Ragazzi) e del volontario Alfonso Russo, simboli di educazione e servizio.

  • Eccellenze locali: tra i doni portati al Bambino da una pastorella spiccano i prodotti tipici della zona, dal pomodoro San Marzano al cipollotto nocerino, fino ai carciofi e alle noci.

Particolare rilievo è dato al tema del Giubileo: un pescatore con una grande ancora indica la Porta Santa della Basilica di San Pietro, mentre una stella cometa, anch’essa a forma di ancora, domina la scena simboleggiando la speranza in Cristo.

Nell’Aula Paolo VI: la gioia e il valore della vita dal Costa Rica

All’interno dell’Aula Paolo VI trova spazio il presepe internazionale intitolato “Nacimiento Gaudium”. Realizzato dall’artista costaricana Paula Sáenz Soto, l’opera non vuole essere solo un messaggio di pace universale, ma anche un forte appello per la protezione della vita umana fin dal suo concepimento, cuore della missione spirituale del Paese centroamericano.

Con questa combinazione di elementi – la forza degli abeti altoatesini, la ricchezza storica e artigianale campana e la sensibilità etica del Costa Rica – il Natale 2025 si preannuncia come un mosaico di fede e bellezza pronto ad accogliere i fedeli di tutto il mondo.

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