Carbon farming, Gadda (IV) incalza il Governo: «Troppi ritardi sui crediti di carbonio, serve un cambio di passo»

Il mercato dei crediti di carbonio resta ancora un cantiere aperto e l’Italia rischia di accumulare un ritardo strategico che penalizza le imprese agricole. Questo il monito lanciato dall’on. Maria Chiara Gadda, a margine della discussione in Commissione Agricoltura della sua interrogazione sul tema del carbon farming.

Nonostante il Registro pubblico dei crediti di carbonio sia stato istituito per legge nel 2023, la sua piena operatività appare ancora lontana. «Il governo deve fare un cambio di passo — ha dichiarato l’on. Gadda —. Senza una piena operatività e indirizzi chiari, il rischio è che il nostro sistema agricolo perda l’opportunità di ricevere una equa remunerazione per il contributo che il settore è in grado di dare alla transizione sostenibile».

Registro forestale: operatività solo a marzo 2026

Sebbene le linee guida per la sezione forestale siano state approvate il 15 ottobre 2025 , il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) ha confermato che il Registro non è ancora attivo.

Secondo quanto esposto dal Governo, l’avvio è subordinato al completamento della piattaforma informatica nell’ambito del SIAN e alla definizione dello schema di certificazione con Accredia. La nuova scadenza è fissata per marzo 2026. «Non si registrano sostanziali progressi — contesta Gadda — il registro non è operativo nemmeno per la parte forestale e chiedo al Masaf una maggiore determinazione».

Incognite sulla sezione agricola

Ancora più complessa appare la situazione per il comparto agricolo. Al momento, questa sezione è ferma alla fase di “approfondimento tecnico-amministrativo”. L’obiettivo del Ministero è quello di integrare il Registro con strumenti già esistenti, come il “quaderno di campagna” gestito da AGEA, per evitare nuovi oneri burocratici agli agricoltori.

Tuttavia, l’on. Gadda sottolinea la distanza tra le promesse e la realtà: «Sulla componente agricola siamo lontani anni luce dall’individuare criteri condivisi di misurazione e rendicontazione. Il mondo agricolo italiano non può permettersi di mancare questo appuntamento».

Il coordinamento europeo

Il Ministero ha precisato che il percorso di attuazione è pienamente coerente con il quadro normativo dell’Unione Europea , in particolare con il regolamento (UE) 2025/2358 adottato a fine novembre 2025, che definisce le norme tecniche sui sistemi di certificazione e audit.

Per il Governo, lo sviluppo di un mercato nazionale solido resta un obiettivo strategico per valorizzare la mitigazione climatica e generare nuove opportunità di reddito. Una visione condivisa dall’opposizione, che però preme per una accelerazione immediata: «Le imprese hanno bisogno di strumenti accessibili in modo ordinato per diventare protagoniste del mercato — conclude Gadda — non possiamo più aspettare».

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