Dalle Madri Costituenti alle rifugiate afghane: il nuovo viaggio letterario di Angela Iantosca

Un ponte ideale fatto di diritti, coraggio e dignità calpestata, che collega le 21 donne che scrissero la Costituzione italiana alle profughe in fuga dal regime talebano. È questo il cuore pulsante di “Donne. Resistenza. Libertà.”, l’ultima fatica letteraria della giornalista e scrittrice Angela Iantosca.

Un legame oltre il tempo e lo spazio

Il volume nasce da un’intuizione profonda: accostare le biografie delle Madri Costituenti italiane a 21 storie di donne afghane incontrate dall’autrice attraverso il lavoro di Nove Caring Humans, l’ONG da anni impegnata nel supporto alla popolazione femminile sia a Kabul che in Italia.

«È un libro che amo profondamente», spiega Iantosca, sottolineando come l’opera non sia solo una cronaca della caduta di Kabul del 15 agosto 2021, ma un’analisi intima della perdita e della rinascita. Nelle pagine si alternano le voci di giornaliste, insegnanti, dottoresse e ostetriche che in un istante hanno visto polverizzarsi le proprie carriere e la propria libertà, trovandosi costrette a ricominciare da zero in un Paese straniero.

Perché ho unito le Madri Costituenti alle storie delle donne afghane

Contro lo stigma dell’accoglienza

L’obiettivo dell’autrice è duplice: dare voce a chi è stato messo a tacere dall’oscurantismo e abbattere i pregiudizi che spesso circondano la figura del rifugiato. Il libro esplora la fatica dell’integrazione, l’ostacolo della lingua e la necessità di essere guardati non come “stranieri preoccupanti”, ma come persone portatrici di un valore immenso.

“Nelle parole delle donne afghane ho ritrovato la stessa sete di democrazia che animò le nostre costituenti. È una connessione incredibile che ho sentito il dovere di raccontare.”

Un impegno che diventa dono

La collaborazione con Nove Caring Humans non si esaurisce tra le righe del libro. Coerentemente con il messaggio di solidarietà espresso nell’opera, Angela Iantosca ha annunciato la decisione di devolvere parte dei proventi derivanti dai diritti d’autore proprio alla ONG, per sostenere concretamente i percorsi di integrazione delle donne afghane sul territorio italiano.

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