Jammin’ Juan 2025: quando il jazz riscalda l’autunno

Jammin Juan 2025

Jammin Juan 2025

Se “Jazz à Juan” incarna l’estate jazzistica sulla Costa Azzurra, Jammin’ Juan 2025 prolunga l’emozione in autunno. Meno mediatico ma altrettanto affascinante, questo festival trasforma Juan-les-Pins in un intimo scrigno dove si rivelano i talenti emergenti del jazz.

Il Festival Jammin’ Juan

Il festival Jammin’ Juan si impone come palcoscenico alternativo e di scoperta del jazz ad Antibes. Ogni anno, alla fine di ottobre, trasforma la città nell’epicentro della scena emergente, mescolando concerti energici e showcase intimi. Anche quest’anno il festival ha offerto un programma eclettico e di alta qualità, mettendo in primo piano talenti emergenti e affermati.

Tra gli artisti che hanno caratterizzato questa edizione, troviamo Obradovic-Tixier Duo, un duo di artisti sublimato da una successione di percussioni e strumenti provenienti da diverse regioni, che ha saputo affascinare il pubblico con il suo gioco sottile e la sua complicità musicale. Anche il Cuban Jazz Syndicate ha fatto scalpore con i suoi ritmi coinvolgenti e le sue melodie ammalanti, portando un tocco di calore cubano nell’autunno della Costa Azzurra. Infine, il Cascino Trio ha impressionato per la sua maestria tecnica e la sua interpretazione innovativa degli standard jazz.

Il festival Jammin’ Juan è sostenuto anche dall’UNAC (Unione Nazionale degli Autori e Compositori), che svolge un ruolo cruciale nella promozione e nella tutela degli artisti. L’UNAC permette di mettere in luce i talenti emergenti e di sostenere la creazione musicale.

L’universo di Christian Rahal: tra silenzio e restituzione

Christian Rahal, Artista fotografo

Tra gli eventi salienti di questa edizione, l’esposizione “Silence, Jazz & Light” del fotografo Christian Rahal ha attirato particolarmente l’attenzione. Questa mostra è un’immersione visiva che cattura l’anima e l’emozione pura della performance musicale.

Christian Rahal, fotografo appassionato e di talento, ha saputo catturare momenti unici ed emozionanti durante le esibizioni del festival. Il suo approccio alla fotografia è profondamente personale e intuitivo. Per lui, la fotografia è uno specchio che riflette ciò che è, senza aggiunte né sottrazioni. Si considera un semplice testimone che cattura l’essenza dei momenti e delle persone che fotografa.

Per Christian Rahal, il bianco e nero è una scelta deliberata che rivela l’anima dei soggetti. Ritiene che il bianco e nero apporti una semplicità e una profondità che consentono di valorizzare la luce e le emozioni. La sua mostra “Silence, Jazz & Light” è una celebrazione di questa filosofia.

Tra le foto esposte, spicca in particolare un’immagine di Dee Dee Bridgewater. Questa foto, scattata nel 2023, cattura l’energia e la dolcezza dell’artista sul palco. Rahal spiega che questa foto è speciale perché mostra Dee Dee Bridgewater in tutto il suo splendore, con una luce quasi divina che la circonda.

“Ecco Dee Dee Bridgewater, questa stella che porta gioia alle persone – una luce divina sopra la sua testa su uno sfondo nero profondo, perché il nero profondo rivela la luce.”

Christian Rahal ha viaggiato in diversi paesi, tra cui India e Marocco, dove ha potuto esplorare culture e spiritualità diverse. Questi viaggi hanno influenzato profondamente la sua visione della fotografia e la sua ricerca del silenzio. Per lui, il silenzio è essenziale nella creazione artistica, sia nella musica che nella fotografia.

Rahal ha anche condiviso la sua esperienza di paternità, che considera un viaggio straordinario. Ha anche parlato del suo ultimo viaggio nel deserto del Sahara, un’esperienza che ha rafforzato il suo amore per la semplicità e la profondità dei paesaggi.
La mostra “Silence, Jazz & Light” è un invito a scoprire il jazz attraverso lo sguardo unico di Christian Rahal. Ogni foto è una finestra aperta sull’emozione e l’energia delle performance musicali. Rahal ha anche collaborato con il pittore Hervé Rubeaud per questa mostra, mescolando fotografia e pittura per creare un’esperienza artistica ricca e variegata.

Il Jammin’ Juan 2025 si è affermato come un appuntamento jazz imperdibile, che unisce con brio rigore artistico e convivialità. Tra talenti emergenti e affermati, e grazie a eventi come la mostra “Silence, Jazz & Light”, il festival ha creato un’alchimia unica tra musica e arti visive. Speriamo di ritrovare l’occhio sensibile di Christian Rahal al prossimo Jazz à Juan. Una cosa è certa: il jazz continua a far vibrare Juan-les-Pins ben oltre l’estate.

Articolo di Pierre Bordero

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