[STILE URBANO] Il lusso di Monte Carlo vive anche nella privacy degli ospiti: niente video e foto senza consenso

Monaco è sempre stata sinonimo di glamour discreto, fra champagne, tappeti rossi e giochi d’azzardo da sogno. Adesso, però, la Città-Stato fa un passo deciso per considerare come parte del lusso anche un’elevata tutela dei dati personali. Adesso, nei casinò e negli hotel più esclusivi fotografare o filmare ospiti senza consenso non è più solo maleducazione ma costituisce un illecito sanzionato penalmente!

Il recente aggiornamento degli articoli 308‑2, 308‑3 e 308‑4 del Codice Penale monegasco, infatti, vieta in modo esplicito ogni ripresa non autorizzata. Inoltre, la Legge n. 1.565 del 3 dicembre 2024 sulla protezione dei dati personali rafforza in modo significativo la tutela degli ospiti, allineando Monaco agli standard europei del GDPR (Regolamento europeo generale sulla protezione dei dati n.679/2016).
Ad esempio, nei luoghi gestiti da Monte‑Carlo Société des Bains de Mer (SBM) – dal Casino de Monte‑Carlo al Sun Casino, alcuni cartelli multilingue ricordano chiaramente:
“Please do not film or photograph hotel and casino guests. Any offender is subject to sanctions.”
Tutto questo ricorda le origini della privacy, con l’articolo The Right to Privacy del 1890 dei giuristi americani Warren e Brandeis che, discutendo dell’emergente fenomeno del gossip, discutevano dell’esigenza di fornire una protezione concreta all’individuo dalla prurient curiosity del pubblico con tutele effettive dalle intromissioni ingiustificate nella vita privata e sociale.

Garantire la privacy è un elemento di valore.
Sostanzialmente, Monaco dice ai visitatori: qui sei libero dal flash e dall’occhio indiscreto del paparazzo. Per gli operatori, dare dimostrazione di saper gestire e proteggere adeguatamente i dati degli ospiti diventa un asset competitivo da spendere sul mercato. Maggiore è la sicurezza che si è in grado di garantire, maggiore sarà il rapporto di fiducia e la reputazione del brand. Anche perché gli ospiti riconoscono il valore di un servizio che è in grado di garantire la propria privacy e, di conseguenza, saranno più propensi a selezionarlo.

Il parallelo con il GDPR europeo che, oggi, è al decimo anno dalla sua entrata in vigore, è evidente. Dal momento che immagini e video costituiscono dati personali poiché sono informazioni riferibili ad una determinata persona fisica, la ripresa senza una condizione legittimante qual è il consenso, costituisce un trattamento illecito. Ecco che in entrambi i contesti – UE e Monaco – il messaggio è chiaro: la privacy non è né può essere considerato un optional, ma un diritto da proteggere con strumenti concreti.

Il segnale culturale attraverso una regola semplice, ma rivoluzionaria.
La regola del consenso, di fatto, pone al centro delle tutele il soggetto ripreso attribuendogli il massimo potere di controllo sull’impiego dei propri dati personali. Nella sua ricaduta pratica ed effettiva, consente agli ospiti di vivere in pieno l’esperienza del lusso senza il timore di sentirsi osservati o di venire immortalati a propria insaputa. Fornisce inoltre agli operatori l’opportunità di integrare nel proprio modello di business la tutela della privacy, fornendo anche spunti ed elementi attraverso cui è possibile valorizzare questo elemento: dalla segnaletica chiaramente visibile, alla formazione e sensibilizzazione del personale che si interfaccia con gli ospiti, al miglioramento continuo verso il mantenimento dell’eccellenza nella qualità dei servizi.
Questa scelta legislativa non rappresenta soltanto la soluzione di una questione di sicurezza o di conformità normativa, ma esprime un segnale culturale. In un’epoca in cui le immagini si diffondono istantaneamente ed in modo incontrollabile e il confine tra pubblico e privato è sempre più sfumato, Monaco decide di difendere la riservatezza riconoscendola come parte integrante dell’esperienza di lusso. È una scelta che sa combinare etica, marketing e diritto dal momento che protegge gli individui, valorizza il brand del Principato e al tempo stesso manda un messaggio chiaro a tutto il settore turistico internazionale.

E’ strano arrivare a considerare affascinante come una normativa così tecnica possa essere in grado di avere un impatto così concreto sulla vita quotidiana dei visitatori. Si aggiunge al glamour e allo spettacolo, fornendo la possibilità di vivere il lusso in modo riservato, senza intromissioni indesiderate. E forse è proprio questo a rendere l’esperienza di maggior valore.
Monaco dimostra così che il vero lusso, oggi, non è solo quello che si vede o che si vuole esibire, ma è anche un’esperienza da vivere in totale serenità.

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