IO SONO SEDUTO LI’

In questi giorni si apre il Festival di Cannes, probabilmente per fascino il piu’ bello del cinema.
Il tappeto rosso si srotola ed è magia.
Io però non guardo a quel tappeto, non me ne voglia la mia amica Alessandra Luti, che con quella stoffa è di casa.
Io oggi sono attratto da un altro tappeto , che è verde ed è a pochi chilometri.
Le Stade “Pierre de Coubertin” ospita i biancorossi dell’ AS Cannes, è in periferia, quartiere “La Bocca“, e il suo tappeto verde ci ispira spettacolo.
Strano, mi chiederebbe ridendo una voce qualsiasi.
Strano il tappeto rosso piu’ ambito al Mondo in cambio di un campo di periferia, della periferia del calcio mondiale.
No amico mio, no amica mia.
Ogni rettangolo di giuoco può raccontarci storie epiche, mitiche, leggende.
Ogni campo polveroso può aver avuto la storia di un teatro, di un palco, di un tappeto illuminato dalle ribalte mondiali.
Il calcio era questo.
La povertà che si tramuta nello splendore, nella ricchezza.
Storie di tacchetti forgiati a potenti Re Mida.
Puoi essere nel fango e assaporare champagne.
Dunque, era il 1991, nasceva un’altra epoca , un’altra fase storica internazionale, quella ben descritta proprio da “l’estate di Totò Schillaci” dell’ottimo Pippo Russo.
Anche in quello stadio di periferia si respirava magia, probabilmente non tutti lo capirono, ma oggi li vedo tutti e tre insieme e ve li racconto.
Otto giugno 1990 , sempre il Mondiale di Pippo Russo, siamo a San Siro, a Milano, nel Meazza.
Maradona era il fuoriclasse, il piu’ forte, era lì con la sua Argentina contro il Camerun.
Oman Biyk.
Un gol di testa per il centravanti africano che volo’ in alto, sfidò la forza di gravità, ipnotizzò Pompidou e stese l’Argentina impressionata.
Oman Biyk era nella rosa del Cannes del 1991.
L’eroico leone del Camerun che siglò uno dei gol piu’ ricordati della storia del calcio era in biancorosso su quel prato di periferia.
Quindici maggio 2002, Hampden Park di Glasgow: uno dei gol piu’ belli della storia.
Zinedine Zidane con il Real Madrid stende il Bayer Leverkusen con un formidabile centro al volo.
Pallone nell’angolino alto con una sforbiciata al volo.
Una magia che solo uno come Zidane poteva inventare.
Un fuoriclasse, uno dei piu’ grandi della storia.
Zinedine Zidane era in biancorosso quel 1991.
Era in quello stadio di periferia.
Fabrizio Ferron era il portiere della Sampdoria quando nel 1997 all’Olimpico di Roma applaudì l’avversario per il fantastico pallonetto con il quale lo supero’.
Un gol stupendo dasuscitare l’ammirazione degli avversari, sentendosi addirittura coprotagonisti in uno spettacolo.
L’autore di quello storico centro è stato Alen Boksic.
Inarrestabile Boksic.
Anche se solo per una partita, in quel 1991, Boksic era in biancorosso, era anche lui in quello stadio.
Cannes è fantasia, Cannes ha avuto tre straordinari interpreti che fanno scorrere gli applausi da ogni dove.
Io sto seduto lì.
Il calcio è cambiato, non è bello come prima per regole nuove e indecenti.
Io guardo Cannes e ho il mio film.
Boksic – Zidane – Biyk.
Era solo il Cannes.
Io sono seduto lì.

(Scrittore Sumero)

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