Il Principato di Monaco sotto shock dopo la bomba che ha travolto l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e la sua famiglia. Gli inquirenti ricostruiscono la fuga della trentanovenne legata alla criminalità organizzata.
Il giallo si infittisce e assume i contorni di un intrigo internazionale che attraversa tre confini di Stato. A pochi giorni dal grave attentato che ha scosso le fondamenta del Principato di Monaco, i dettagli sulla fuga dell’attentatrice rivelano un piano lucido e teso a far perdere le proprie tracce in mezza Europa.
La donna accusata di aver piazzato l’ordigno esplosivo nell’abitazione dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev è riuscita a dileguarsi: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti monegaschi e francesi, citati dal quotidiano Le Parisien, la donna sarebbe fuggita in Francia subito dopo l’azione nel Principato, per poi dirigersi in auto verso l’Italia.
Identikit e fuga della sospettata
L’attentatrice ha un nome: Anastasia B., cittadina ucraina di 39 anni, già nota alle forze dell’ordine per i suoi legami con la criminalità organizzata. Secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo aver piazzato la bomba, la trentanovenne si sarebbe allontanata a piedi oltrepassando il confine con la Francia per raggiungere Beausoleil. Lì è salita a bordo di un’auto immatricolata e noleggiata in Germania, utilizzata per la fuga a rotta di collo verso la frontiera italiana.
La cronaca del raid: l’esplosione e i feriti
Il Principato è stato travolto dal panico lunedì scorso, intorno alle ore 21:00. Un ordigno, piazzato all’ingresso di una palazzina situata tra Boulevard d’Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, a ridosso del confine francese, è esploso proprio mentre la famiglia Ermolaev stava varcando la soglia di casa.
La deflagrazione ha investito in pieno Vadim Ermolaev, multimilionario ucraino, magnate dell’edilizia e presidente della Alef Corporation. Nell’attentato sono rimasti gravemente feriti anche la moglie e il figlio dell’imprenditore.
Ermolaev è considerato a Monaco un “rifugiato VIP”, stabilizzatosi nel Principato fin dall’inizio del conflitto in Ucraina. Tuttavia, il suo profilo è controverso: diverse fonti e media, citando i servizi di sicurezza di Kiev, riferiscono che l’oligarca era finito nel mirino di sanzioni a causa della sua decisione di continuare a gestire attività legate al commercio di alcolici in Crimea, territorio sotto occupazione russa. Una pista, quella della vendetta politica o della faida interna, che resta al vaglio degli inquirenti.
Le parole del Principe Alberto II
Un evento senza precedenti per Monaco, tradizionalmente ritenuto una fortezza inespugnabile e un’oasi di massima sicurezza. Il Principe Alberto II è intervenuto duramente sulla vicenda attraverso un comunicato ufficiale per rassicurare la cittadinanza e condannare l’azione:
«Un crimine efferato, uno shock per l’intera comunità monegasca. Il Principato di Monaco rimarrà unito e determinato di fronte alla violenza e alla criminalità. La sicurezza della nostra comunità è sempre stata una priorità; lo rimarrà più che mai, qualunque siano le minacce».
Mentre le autorità di Montecarlo hanno aperto un fascicolo d’inchiesta con le pesantissime accuse di tentato omicidio e posizionamento di ordigno esplosivo sulla pubblica via, la cooperazione internazionale con le polizie francese e italiana è ai massimi livelli per intercettare l’auto di Anastasia B. prima che riesca a far perdere definitivamente le proprie tracce.





