Terrore a Montecarlo: bomba nel palazzo dell’oligarca ucraino sanzionato da Kiev, è grave con la moglie

Il Principato di Monaco piomba nell’incubo del terrorismo per la prima volta nella sua storia recente. Una potente esplosione ha sventrato ieri sera la hall di un elegante condominio residenziale situato tra Boulevard d’Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, a ridosso del confine francese. L’obiettivo del raid, che le autorità locali definiscono senza mezzi termini “un atto doloso, molto probabilmente un attentato”, era Vadim Ermolaev, multimilionario e oligarca ucraino da tempo residente a Montecarlo.

Il bilancio è pesante: Ermolaev e la moglie si trovano ora ricoverati in ospedale in condizioni critiche e in prognosi riservata. Ferito, ma fortunatamente non in pericolo di vita, anche il figlio della coppia, un ragazzino di 13 anni.

La dinamica: l’esplosivo nello zaino e le telecamere
L’inferno è scattato intorno alle ore 21:00. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e confermato dal Procuratore Generale, Stéphane Thibault, l’attentatore è entrato in azione mimetizzandosi tra i passanti. Le telecamere di videosorveglianza del palazzo hanno ripreso un individuo mentre depositava uno zaino (o un pacco bomba) proprio davanti all’ingresso della hall, per poi dileguarsi a piedi verso il vicino comune francese di Beausoleil.

Pochi istanti dopo, l’ordigno è stato fatto brillare. All’interno dello zaino, chi ha confezionato la bomba ha inserito bulloni e pallini di metallo, una tecnica studiata per massimizzare l’effetto letale e ferire il maggior numero di persone. La deflagrazione ha investito in pieno la famiglia Ermolaev proprio mentre stava facendo ingresso nello stabile.

“A mia conoscenza, è la prima volta nella storia che un simile atto si verifica nel Principato” ha dichiarato Christophe Mirmand, Ministro di Stato e capo del governo monegasco.

Il profilo della vittima: il “rifugiato VIP” sanzionato da Kiev
Le indagini si stanno concentrando sul profilo di Vadim Ermolaev, considerato una sorta di “rifugiato VIP” a Monaco fin dai primi mesi dall’inizio del conflitto in Ucraina. Magnate molto attivo nel settore edilizio, Ermolaev porta con sé un passato controverso: nel dicembre 2023 era stato infatti inserito nella lista nera delle sanzioni dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Secondo quanto riportato da diverse testate giornalistiche internazionali e dai servizi di sicurezza di Kiev, l’imprenditore avrebbe continuato a gestire e a trarre profitto dalle sue attività di commercio di alcolici in Crimea, territorio ucraino sotto l’occupazione russa. Resta da capire se la matrice dell’attacco sia legata a una vendetta politica, alle sanzioni ucraine o a regolamenti di conti legati al mondo degli affari geopolitici.

Il Principe Alberto: “Uno shock per la comunità”
Il grave fatto di sangue ha scosso le fondamenta del Principato, storicamente considerato una delle oasi più sicure al mondo. Il Principe Alberto II di Monaco è intervenuto duramente con una nota ufficiale:

“Si tratta di un crimine efferato, uno shock per l’intera comunità monegasca. Il Principato rimarrà unito e determinato di fronte alla violenza e alla criminalità. La sicurezza della nostra comunità è sempre stata una priorità; lo rimarrà più che mai, qualunque siano le minacce”.

Caccia all’uomo e cooperazione internazionale
Mentre la scientifica esamina i detriti della hall, le forze dell’ordine hanno blindato il Principato e le aree limitrofe. Sono stati istituiti massicci posti di blocco della polizia al casello autostradale di La Turbie, nodo cruciale per i transiti transfrontalieri.

L’inchiesta ha assunto immediatamente un carattere internazionale: fonti vicine al Ministero dell’Interno transalpino hanno confermato a Le Figaro che le squadre di soccorso e la polizia francese stanno già affiancando i colleghi monegaschi. È stata avviata una stretta cooperazione transfrontaliera per intercettare l’attentatore in fuga, che potrebbe aver già varcato il confine. Maggiori dettagli sulle indagini e sull’identikit del sospettato verranno diffusi dal Procuratore Generale Thibault nella conferenza stampa prevista per le prossime ore.

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